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ORDINANZA ANTICANI

Tutti i Sindaci hanno dato torto a Ca' Sugana
Inserito da Antonella il 10.08.2009

da: IL GAZZETTINO.IT
 

ORDINANZA
 ANTICANI
 Tutti i giudici
 hanno dato torto
 a Ca’ Sugana  
  
     
   
  Sabato 8 Agosto 2009,   
 La delibera è nata male ed è finita peggio. Di concreto resta solo il gran can can scatenato prima, durante e dopo la breve esistenza in vita del provvedimento gentiliniano. Che, però, ha provocato un notevole impoverimento delle casse del comune di Treviso. Il "decreto anti cani" è stato applicato infatti, una sola volta. L'unica vittima è stata la trevigiana Desia Lotto pescata dai vigili urbani mentre era a passeggio con i suoi due tenerissimi e vispi "bolognesi" in Piazza dei Signori. Erano le 11,30 del 15 luglio 2004: stava tenendo al guinzaglio le cagnoline Minoupitù e Luli. Niente di male se non fosse stata "inchiodata" in piena zona rossa, in una delle 13 vie e piazze del centro storico cittadino, interdette ai cani. Per incassare i 51,64 euro (per 2 più spese, pari a 116 euro) di quell'unica ammenda Treviso ha speso la bellezza di 61.224 euro. Pagando 15.306 euro per ognuno dei 4 ricorsi affidati ai legali e di volta in volta deliberati dalla Giunta cittadina.
       La crociata anti cani va così in archivio. Treviso ha perso ad ogni livello di Giustizia amministrativa. Senza arrendersi, è stata sconfitta prima al Tar di Venezia poi al Consiglio di Stato a Roma. In una prima tornata ha incassato la sconfitta nel corpo a corpo per impedire la "sospensiva" della delibera impugnata dagli avvocati Fabio Capraro & C. per conto di Anna Montagner, Nadia Masutti, Anna Mira, Sergio Costanzo Bosonieri. E così, di conseguenza, la delibera anti cani era finita sotto chiave negli archivi e non applicata. Ora è giunta la bocciatura definitiva. Infatti il Tar ha affrontato la materia trattata dall'ordinanza del sindaco Gentilini, stroncandola.
       E così, ora, i cani tornano in centro. Le porte le riapre il Tar, il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto. E i padroni non rischiano più la multa che poteva spaziare dai 51,64 ai 516,45 euro. L'ordinanza n.48791 del 29 giugno 2004 voluta fortemente dall'allora sindaco Giancarlo Gentilini per garantire l'igiene pubblica per i marciapiedi del centro, è stata definitivamente cancellata. Dovranno conseguentemente essere tolti e finire in magazzino tutti i segnali di divieto disseminati a cordone sanitario intorno al centro storico.
       Il Tar - Angelo De Zotti, presidenti; Marco Buricelli, consigliere; Stefano Mielli, estensore - ha pronunciato la sentenza di annullamento accogliendo il ricorso proposto da Anna Montagner rappresentata e difesa dagli avvocati Fabio Capraro, Roberto Pomella e Renato Speranzoni. Il comune di Treviso era tutelato dall'avv. Luigi Garofalo di Venezia che eccepiva l'inammissibilità del ricorso e l'infondatezza. Nell'udienza pubblica dello scorso 18 giugno il Comune di Treviso "ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso".
       I giudici hanno smantellato tutte le tesi difensive del Comune, compresa quella in cui l'ordinanza emanata costituisce esercizio di poteri ordinari in materia di igiene, salute e decorso urbano e non un'ordinanza contingibile ed urgente. Il Tar ha ribattuto che "la tesi non è condivisibile... in quanto dall'iter motivazionale a giustificazione del provvedimento sindacale appare esattamente il contrario: "per fronteggiare emergenze di carattere sanitario o relative all'igine pubblica". Inesistenti. "Pertanto l'ordinanza contingibile ed urgente non può essere utilizzata per soddisfare esigenze che siano invece prevedibili ed ordinarie".
       La terza sezione del Tar del Veneto ha infine condannato il comune di Treviso alla rifusione delle spese di lite a favore dei ricorrenti liquidabili in due mile euro per spese, diritti e onorari.
       Sergio Zanellato
      
        
 
  
       
  
   
 

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