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Contro l' Heineken Jamin Festival

Inserito da Elisa il 29.05.2007
Contro l' Heineken Jamin Festival -
- Il TG2 censura gli animalisti? Heineken
29/05/2007

In un servizio del TG2 - con intervista a Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa - sull'imminente manifestazione organizzata a Mestre presso il Parco di San Giuliano, non è stata minimamente citata l'esistenza del canile a poca distanza dal palco principale che diffonderà musica rock per molte ore e per più giorni consecutivi. Si è fatto riferimento soltanto ai danni alla fauna selvatica nel periodo della nidificazione. Chi ha censurato gli animalisti?
Esistono motivi per nascondere all'opinione pubblica nazionale la presenza di un canile a San Giuliano di Venezia?

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- Strumentazioni poste all'interno del canile di San Giuliano evidenzierebbero una media di decibel insopportabile per i cani
14/06/2007

Un'importante società che produce strumentazione per misurare il suono ha messo a disposizione all'interno del canile apparecchiature che evidenzierebbero una media ben superiore ai 20 decibel citati dal presidente della municipalità di Mestre-Carpenedo Venturini, principale promotore del Festival nel Parco. Leggi l'articolo su Hjf-no-grazie.org
Nella V.inc.a approvata dal Comune, a pagina 13 dell'allegato n. 5 "Studio acustico" si leggeva quanto segue: "Una prima considerazione generale sull'udito del Canis canis, è relativa alla sordità alle basse e medie frequenze (sostanzialmente una riduzione compresa tra 60 e 20dB tra 60Hz e 200Hz) una sensibilità tra 1000 e 20.000 Hz con un estensione di gamma fino a 30-40.000Hz. Gli impianti utilizzati nei concerti si sviluppano in una gamma compresa tra 31,5Hz e 16.000Hz"

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- Crolla il palco dell'Heineken Jammin' Festival a San Giuliano
15/06/2007


Il maltempo ha travolto otto torri delle luci e del suono intorno al palco della grande manifestazione rock organizzata - con il beneplacito del Comune e nonostante le proteste degli animalisti - nel Parco di San Giuliano, in prossimità del canile veneziano che raccoglie centinaia di randagi provenienti da diversi Comuni, anche dell'entroterra.
Secondo le notizie diffuse i feriti sono una trentina, nessuno in pericolo di vita. La manifestazione verrà probabilmente annullata.
Dalle prime informazioni raccolte, sembra che tra i cani non vi siano state vittime per la tromba d'aria.
Leggi il réportage su Repubblica.it
In un sito i perché del NO degli animalisti al Festival della birra e del rock a San Giuliano.
compresa tra 31,5Hz e 16.000Hz"

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Heinekem Jamin Festival: quando la natura si vendica


C'è chi si è venduto la coscienza per il denaro che doveva portare questa manifestazione, chi ha calpestato la sensibilità del proprio elettorato, chi ha pensato che anche i propri elettori ambientalisti potessero vendersi... per un biglietto d'ingresso, chi ha fatto strappi ai regolamenti, ha commesso irregolarità (si pensi alla Valutazione d'incidenza ambientale approvata solo dopo aver organizzato un megaconcerto rock in un parco naturalistico, a poca distanza da un canile, e addirittura a biglietti venduti), chi s'è arrampicato sul valore culturale della manifestazione per non dire che ciò che domina - a sinistra come a destra - è il denaro, chi ha promesso però di risarcire con denaro sonante, chi prima protestava e poi s'è fatto silenzioso, chi ha detto "sempre prima le persone, poi gli animali", non ha voluto proteggere i cani ingabbiati e non ha saputo proteggere nemmeno le persone, chi ha affermato che tanto i cani non avrebbero sentito, chi ha censurato... Ma la natura ha fatto il suo colpo di scena e dopo un solo giorno si è vendicata travolgendo quelle torri del suono che diffondevano musica rock in un parco protetto, un ambiente creato per il silenzio, il fruscio del vento e della pioggia, le strida degli uccelli, dov'è il miagolio dei randagi e dove gli umani hanno relegato l'abbaiare dei reietti.
La natura ha detto a chi vuol capire che un parco è fragile non meno di un capolavoro dell’arte come Piazza San Marco. La musica ha bisogno di spazi adeguati e destinati ad uso specifico. Ricordiamo tutti il concerto dei Pink Floyd a Venezia e le problematiche conseguenti, così come torna alla mente, meno di un anno fa, l’annullamento del concerto di Gilmour in Piazza San Marco, causato dal crollo di una putrella della sovrastruttura del palco.
Il Parco di San Giuliano, così come Piazza San Marco, non è posto per grandi manifestazioni. Deve restare alla vegetazione, agli uccelli che vi nidificano, alla colonia felina fantasma che si nutre intorno al canile, ai cani abbandonati, alle persone che apprezzano il contatto con l’ambiente naturale.
Noi speriamo sinceramente che lo si capisca, che questo grande spettacolo - eccezionale richiamo per i giovani d’Europa e non solo, fruitori dell’Heineken Jammin’ Festival e probabilmente in maggior parte sensibili alle problematiche dell’ambiente e degli animali, ma tenuti all’oscuro della fragilità del luogo che li ospitava, della presenza di specie protette e di un canile - venga trasferito altrove per sempre, che non continui la violenza sull'ambiente e sulla sensibilità delle persone, le falsità e l'interesse venale. Speriamo non serva ricorrere alle denunce per maltrattamenti e sia bastata la ribellione della natura.

Seguono foto di Pierluigi Pisa da Repubblica.it

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- Tromba d'aria o fenomeno prevedibile?

Mentre l'amministrazione di Mestre-Venezia, nel tentativo di scaricarsi da ogni responsabilità, si sforza di sottolineare l'imprevedibilità del fenomeno atmosferico che ha decretato l'annullamento del Festival rock a San Giuliano e già annuncia, nonostante i feriti, che lo riporterà nello stesso luogo quanto prima... i meteorologi dell'ARPAV dichiarano che non di tromba d'aria (espressione amatoriale) s'è trattato, ma di downburst, fenomeno prevedibile nella zona, causato da raffiche di vento discendenti verso terra.
Filmati e immagini pubblicate sui fora di meteorologia evidenziano come non si veda nessun vortice tipico del tornado e gli alberi caduti tutti nella stessa direzione confermerebbero la linearità delle raffiche di vento, durate pochi minuti.
Che non vi è stato il tipico cono del tornado si vede nel filmato riportato dal sito Corriere.it e nelle foto scattate da alcuni meteorologi.
Interessanti sono i commenti di alcuni dei partecipanti ai fora di meteorologia. Gabriele F dice: "Sono un meteorologo professionista e purtroppo ancora una volta il mio cuore sobbalza nel petto per tutto quello che ho dovuto subire dagli organi di disinformazione in queste ore! Hanno gridato alla tromba d’aria, al tifone, e a chi più ne ha più ne metta!
Tutte le foto sinora pubblicate sui forum tecnici di meteorologia (es. Meteonetwork, MeteoTriveneto, ecc.) mostrano solo strutture nuvolose connesse alla maggior parte dei temporali (shelf cloud, whale mouth…) ma nessun cono. Quasi tutti i temporali danno origine a forti raffiche di vento, spesso accompagnate da piogge e chicchi di grandine. Queste raffiche che precipitano dalla sommità del temporale possono raggiungere anche i 100-130 km/h ma i 200 km/h, come ho dovuto sentire, proprio no!
Il temporale di ieri non è stato eccezionale, nè per intensità, nè per fenomenologia… "

Un altro partecipante al forum di meteorologia, Bufera 87, dichiara: "....crediamo sia un dowburst come il 29 giugno dell'anno scorso..."

Lukas: "Basta spendere un po' di più e applicare lavori STRAORDINARI che in questo caso, Mestre, NON sono stati effettuati nemmeno in minimissima parte (ne ho avuto la certezza poco fa) nonostante rischi di maltempo preannunciati.
E' stato un colpo di vento perché nessuna tromba d'aria segue ESATTAMENTE il percorso su cui sono disposte le torri-luci, che oltretutto sono poste a cerchio tutt'intorno (e non vicine l'una all'altra). Quindi se anche c'è stata una tromba d'aria, NON ha causato la caduta di tutte e otto le torri."

Testimonianza di Strauch67 sul forum di Meteonetwork.it: "Oltre a quello che ho scritto in altro thread nel quale dubitavo fortemente sulla natura tornadica dell'evento, stamane mi sono fermato a vedere i danni nella zona colpita. Bene, escludendo la zona del parco, sotto sequestro e quindi inagibile, la zona adiacente (all'inizio del Ponte della Libertà per chi conosce la zona) dove sono caduti gli alberi vede i classici segni di downburst, alberi d'alto fusto caduti tutti nella stessa direzione.
Dalla posizione in cui mi trovavo (3 km in linea d'aria in zona sopraelevata) non ho assolutamente visto nulla che potesse essere avvicinato ad un cono o funnel. Inoltre non ho notato alcuna rotazione nel sistema in avanzamento da WNW."

Miki, dallo stesso forum: "Non mi sembra che ci voglia la laurea per pagare (neanche tanto) una tre giorni di servizio meteorologico ad hoc per la manifestazione all'ARPAV Veneto! Se si sta organizzando una manifestazione da centinaia di migliaia di persone si potrà spendere qualche migliaio di euro per un servizio di monitoraggio come si deve o no?
Il fatto era prevedibilissimo e le torri erano tappezzate di plastica ed evidentemente non progettate per resistere a venti di 100-120km/h (prevedilibissimi per quella giornata!)... L'Ingegneria e la Meteorologia non sono un'opionione!"

Maxtazstorm: "Intervista su TG3 di un responsabile del festival, LE TORRI ERANO CALCOLATE PER VENTI MAX 90KM/ fissate nel terreno con dei plinti da 4 tonnellate ma le raffiche discensionali erano da 140KM/h."
Replica Lukas: "Finalmente una dichiarazione ufficiale, circostanziata. I 130/140 sono molto piu' realistici che non i 200 (che mi hanno veramente irritato: tanto valeva dire 500 o 700 km/h, era la stessa identica cosa nello sfalsare il dato).
Per tornare al merito, se un Responsabile dell'Organizzazione dice 140, allora tale e' sicuramente il valore massimo (valutato per eccesso dagli organizzatori) delle raffiche.
Sul fatto che siano state TUTTE in una sola direzione (downburst) non v'e' oramai dubbio alcuno. Credo che una velocita' fra 90 e 130 sia plausibile. Del resto sono SICURO che e' stata sviluppata in almeno altri dieci temporali che ieri si sono verificati nel Triveneto. Quindi assolutamente NULLA di eccezionale, ma proprio niente, in quest'evento."

Gabrielef71, sul forum di meteotriveneto.it testimonia: "Ieri ho sentito un amico che lavora con gli allestitori dei palchi e posso dirvi che l'anemometro Lacrosse che avevano montato alla sommità del palco ha misurato una velocità massima di poco più di 31 m/s, quindi poco superiore ai 110 km/h. Anche lui mi ha confermato il dato dei 25 m/s come valore massimo per le torri al collaudo."

Ma le torri erano fissate per resistere a questi venti?
Sul Gazzettino del 17 giugno, uno degli organizzatori, Roberto De Luca, responsabile di Milano Concerti, organizzatore dell'evento spiega: "«È come un cilindro d'aria... che si è abbassato sull'area, si è incanalato scorrendo per una certo percorso e poi si è dissolto. Le strutture, palco e torri erano a norma di legge, costruite e collaudate per resistere a venti di 90 Kmh, come previsto in quest'area, e che significa una pressione di 100 chili per metro quadro. Il vento registrato ha prodotto una pressione quasi doppia, di 176 chili».
De Luca lamenta inesattezze lette o ascoltate al mattino: «Ho letto che le torri crollate erano fissate al terreno con delle grandi viti, ma non è vero. Le torri erano appoggiate al terreno come di prassi e controventate con una doppia struttura zavorrata»".
Conclude Lukas di Meteotriveneto.it: "Effettivamente bastano credo anche venti insistenti a 100 km/h a buttar giù 'sta roba.
Sto pensando alle strutture che si vedono installate a Trieste agli eventi (vedi la regata più grande del mondo, in autunno, la Barcolana, con centinaia di migliaia di partecipanti). Beh si discostano molto da queste.
E non mi vengano a dire che non era previsto: ci sono state CENTINAIA di temporali (previsti da noi, da MNW, ecc.) in questi giorni e le zone più colpite sono proprio state Veneto Orientale, FVG e resto dell'Alpe-Adria (Slovenia e Carinzia)."
Lo ribadisce Alberto Gobbi "cacciatore di temporali" e consulente ARPAV, nel sito di un circolo velico: "A mio avviso non si tratta nemmeno di un evento imprevedibile od eccezionale poichè i modelli matematici da qualche giorno segnalavano per il Veneto centro-orientale ed il Friuli condizioni termodinamiche predisponenti a significativi eventi temporaleschi.
Ancora, il radar ARPAV di Teolo (PD) mostrava chiaramente come il temporale in questione si fosse formato qualche decina di chilometri a sud di Padova per muoversi con traiettoria lineare verso nord-est, ovvero verso San Giuliano."

Dunque, a detta dei meteorologi, non è stata tutta colpa di una tromba d'aria d'inaudita violenza, fenomeno imprevedibile, ma di un prevedibilissimo forte temporale su strutture non fissate adeguatamente al suolo, perché il suolo di San Giuliano non lo permetteva.

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- Errare è umano, ma perseverare...

Con riferimento all’indignazione espressa dal sig. Venturini - l’amministratore mestrino che più ha voluto l’Heineken Jammin’ Festival a San Giuliano con il disastro che ne è conseguito – su La Nuova del 18 u.s., per come l’Ass. Canili Veneto ha preso ad ammonimento simbolico l’evento naturale che ha decretato la fine della manifestazione, rispondiamo che è pura ipocrisia dolersi per vittime che, agendo diversamente, non ci sarebbero state.
Non siamo noi ad affermare che il downburst che ha causato la caduta delle torri non ancorate profondamente al terreno è un evento atmosferico, per quanto raro, NON imprevedibile in una zona esposta ai venti come quella prospiciente la laguna, ma i meteorologi dell’ARPAV. Non si è trattato di una tromba d’aria (e comunque non sarebbe stata la prima lungo il litorale), ma di raffiche di vento freddo scese a 100/120 km orari.
Ed è stato l’arch. Di Mambro, progettista del Parco, ad affermare che sarebbero occorsi 10 anni perché il terreno si compattasse, il che esclude di potervi ancorare con efficacia pesanti strutture.
Sono gli stessi organizzatori del Festival (La Nuova, articolo del 16 giugno u.s.) ad affermare che le torri cadute non erano ancorate al suolo “per non rovinare il manto erboso e poi per non arrivare alla profondità dove inizia lo strato di argilla, messo a protezione dei rifiuti speciali usati per creare la collinetta”. Se quel suolo, ancora cedevole, non permetteva di ancorare le torri per far fronte ad un evento NON imprevedibile in quella zona, con quale senso di responsabilità si può ripetere che San Giuliano è il posto adatto per l’HJF e addirittura rilanciarlo nello stesso luogo, a feriti ancora dolenti? Questo è preoccupante e offensivo. Questo indigna.
Gli amministratori erano stati messi sull’avviso insistentemente dalle associazioni ambientaliste e animaliste sull’inadeguatezza del luogo, dimostrandosi caparbiamente sordi ad istanze che appartengono a una parte sensibile del loro elettorato.
Proprio perché la vita delle persone non venga più messa a rischio com’è accaduto, gli animali presenti maltrattati, l’ambiente naturale violato con estrema arroganza, stravolgendo regolamenti e disattendendo leggi, non stenderemo un pietoso velo di silenzio sull’accaduto, ma seguiremo attentamente l’opera del magistrato e le interrogazioni al Parlamento Europeo già presentate, vista la vicinanza dell’area SIC IT3250031 (Sito di importanza comunitaria) e ZPS (Zona a protezione Speciale).
Questo nel rispetto dei feriti, perché non ve ne siano in futuro, e sollevati dal fatto che nessuno abbia fortunatamente pagato con la vita la superficialità degli amministratori.

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- Sparita la registrazione dell'intensità del vento che ha abbattuto le strutture del Festival


E ora scoppia il giallo: per dolo o strano caso l'anemometro collocato sul palco dell'Heineken Jammin' Festival e che aveva registrato la velocità delle raffiche del vento, secondo quanto riportato dalla stampa, è stato smontato dal blocco batterie azzerando la memoria (leggi articolo). Non ci sono più dati certi sulle raffiche, il che permette di dire che erano d'intensità eccezionale... mai vista sul litorale.
Non così la pensano i lavoratori del porto, abituati a temporali che hanno talvolta rovesciato le gru.
E ricordiamo la testimonianza di Gabrielef71 sul forum di meteotriveneto.it: secondo un suo "amico che lavora con gli allestitori dei palchi" l'anemometro Lacrosse aveva misurato una velocità massima di circa 110 km/h.
Si risalirà a questo tecnico? Verrà individuato e interrogato dal magistrato o la sua esistenza verrà trascurata?
Nel frattempo su Hjf-no-grazie.org compaiono le foto delle barriere fonoassorbenti abbattute alla prima raffica di vento, anch'esse - come le torri - non fissate al terreno per non forare lo strato di terra che ricopre i rifiuti tossici (ricordiamo che il parco è stato creato su una discarica e solo dopo vi si sono insediati esemplari tipici dell'avifauna lagunare e specie protette, mentre il canile era preesistente).
Le barriere - solitamente collocate vicino alla fonte del suono di cui devono impedire la diffusione - erano state collocate vicino al canile, quasi a proteggere il festival dall'abbaiare dei cani e non viceversa...


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Rassegna stampa completa sul HJF al Parco di San Giuliano e il canile:
http://www.parchidimestre.it/rassegna_stampa/rassegna_stampa2007.php

Contro l' Heineken Jamin Festival

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