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Io ti cercherò...

la disperazione di un umano che ha perso un compagno di vita
Inserito da Antonella il 31.01.2009

Ho scritto lo scorso 11 dicembre un breve messaggio di disperazione per la sparizione della mia Nanù.
Non l'ho più trovata. Il dolore è ancora forte, ma mi ha fatto bene la telefonata di Antonella che mi ha chiesto di scrivere la mia storia perché (purtroppo!) ci sono altre persone che hanno fatto l'esperienza della sparizione del proprio cane.
In allegato ho scritto qualcosa su questa esperienza.
 
Se qualcuno mi vorrà scrivere (caterina.baggio@istruzione.it) mi potrà far bene.
 
Caterina

 

NANU', DOVE SEI?

Nanù è scomparsa la mattina dello scorso 8 dicembre. Una mattina di festa, un giorno che si presentava carico di cose da fare: alcune compere per Natale nella mattinata, l'albero nel pomeriggio, gli addobbi.

L'ultima immagine che ho di lei: la manciata di crocchette prima della sua solita uscita mattutina. Una breve passeggiata in centro. Al nostro rientro, era scomparsa.

Nanù era (dopo quasi due mesi mi rassegno ad usare il passato) una cagnolina meticcia molto piccola, rossiccia ed un po' tozza; nanerottola. Il nome mi era venuto di getto appena incontrata, più di otto anni fa.

L'abbiamo immediatamente cercata dappertutto: la nostra casa di campagna sta sotto l'argine del Bacchiglione. Purtroppo è ancora senza recinzione e Nanù, come Sole, Luna e Stella era solita percorrere anche tratti di strada sull'argine, come a volte arrivava quasi al fiume per rincorrere gallinelle d'acqua (dell'acqua, tuttavia, aveva paura). L'abbiamo cercata e chiamata fino al buio della sera in un crescendo di disperazione. L'esperienza di un lutto appartiene a tutti. Ne ho vissute tante: Tapi, Milka, Cleo, Daisy, Macchia... un lungo elenco di gatti e cani. Strappi violenti, drammatici ma che finiscono quando l'emozione, piano piano, lascia spazio alla razionalità: -  non può più tornare -.

La sparizione, invece, si carica di vissuti, di interrogativi angoscianti. Dove sarà in questo momento? Chi può averle fatto del male? Perché non ho saputo proteggerla? Perché non c'ero quando poteva essere in pericolo?

La parte più razionale di noi fa ricorso alla logica, all'argomentazione, elaborando le ipotesi più probabili tenuto conto del contesto, del territorio, degli spazi, del tempo. Nel caso di Nanù tutto fa pensare ad un incidente. La strada, le auto, un possibile impatto e la ricerca di un posto nascosto per morire. Ma l'angoscia non si placa. Dopo quasi due mesi nei quali alle ricerche lungo il corso del fiume si sono aggiunte le ripetute visite ai canili, le stesse domande sono ancora lì e fanno da "sfondo" al lavoro, agli impegni di ogni giorno, alle relazioni.

Una vita che si divide tra "prima" e "dopo".

Non so se e quando questo dolore potrà affievolirsi: ci sono sempre Sole, Luna e Stella, oltre ai tredici gatti che hanno bisogno di me. Forse saranno l'unica ragione che potrà aiutarmi a sopportare e a vivere.

Perdonami Nanù se non sono riuscita a proteggerti.

Perdonami se verrà (non so quando) il tempo in cui il pianto lascerà il posto al ricordo.

Caterina

Io ti cercherò...