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Lettera da una persona che lavora in perrera

Inserito da Antonella il 31.07.2010
Lettera da una persona che lavora in perrera -

PROGETTO ANIMALISTA PER LA VITA ONLUS
www.progettoanimalistaperlavita.com

Questa lettera è stata scritta da una persona che lavora in una
perrera in spagna con lo scopo di sensibilizzare quanta più gente
possibile. E la sensibilizzazione e l'informazione sono necessarie
anche qui in Italia, affinchè un numero sempre maggiore di persone
venga a contatto con la terribile realtà spagnola e possa rendersi
utile nel difficile compito di migliorarla.

Lettera da una persona che lavora in perrera

Credo che la nostra società abbia bisogno di un po´ d´attenzione.
Come responsabile di una perrera vorrei condividere qualcosa con
voi...uno sguardo dall´interno, se me lo permettete.
Prima di tutto, tutti coloro che lavorano come venditori/allevatori di
animali dovrebbero lavorare almeno per un giorno in una perrera.
Forse se vedeste lo sguardo triste, perso, gli occhi
confusi...cambiereste idea sul fatto di allevare e poi vendere questi
animali a persone che nemmeno conoscete.
Il cucciolo che avete appena venduto probabilmente finirà nella mia
perrera non appena smetterà di essere un "bel cagnolino/gattino". E
allora come ti sentiresti se sapessi che c´è una probabilità del 90%
che questo cane/gatto non uscirà mai dalla perrera una volta che ci
entra? Sia esso di razza o no.
Il 50% dei cani che entrano nel mio centro, abbandonati o randagi,
sono di razza pura. Le scuse più comuni per cui vengono abbandonati
sono:
- "cambiamo casa e non possiamo portarlo". Sul serio?! E in che posto
vai se non ti permettono nemmeno ti tenere animali? E perché hai
scelto questo posto invece di un altro dove ti avrebbero permesso di
tenerli?
- "è diventato più grande di quel che pensassimo". E quanto pensavi
sarebbe diventato grande un pastore tedesco?
- "Non ho tempo per occuparmi di lui". Davvero? Io lavoro 10-12 ore al
giorno e trovo il tempo per i miei 6 cani.
- "Ci distrugge il giardino". E perché allora non lo tenete in casa con voi?

Mi dicono sempre: "Non diventare matto a cercargli casa. Siamo certi
lo adotteranno: è un buon cane".
La cosa triste è che il tuo cane/gatto NON verrà adottato e sai quanto
è stressante una perrera? Bene, lascia che te lo dica: il tuo
cane/gatto ha 72 ore dal momento in cui lo lasci lì per trovare una
nuova famiglia. A volte un po´ di più se la perrera non è pienissima,
ma ne consegue che dovrà impegnarsi per più tempo a rimanere sano. Se
si ammala, muore.
Il tuo cane/gatto rimarrà confinato in una piccola gabbia, circondato
la latrati e pianti di altri 25 animali. Dovrà arrangiarsi anche solo
per mangiare e dormire. Sarà depresso e piangerà costantemente per la
famiglia che lo ha abbandonato.
Se ha fortuna qualche volontario potrebbe occasionalmente portarlo a
fare una passeggiata. In caso contrario non riceverà alcuna
attenzione, fatta eccezione per una ciotola di pappa fatta scivolare
sotto la porta della gabbia e un po´ d´acqua.
Se il tuo cane è grande, nero o di una qualsiasi razza "bull" (pit
bull, mastino..) lo hai condotto a morte certa fin dal momento in cui
ha oltrepassato la porta. Questi cani non vengono adottati. Non
importa quanto siano dolci o educati.
Se il tuo cane/gatto non viene adottato entro le 72 ore e il rifugio è
pieno, verrà soppresso.
Se il rifugio non è pieno e il tuo cane è sufficientemente buono o di
una razza "alla moda" è possibile che la sua soppressione venga
rimandata di qualche giorno, ma comunque non per molto tempo.
Se i cani mostrano aggressività vengono soppressi. E anche il cane più
tranquillo cambierebbe atteggiamento in questo posto.

Se il tuo cane/gatto contrae la tosse dei canili (tracheobronchite
infettiva canina) o qualsiasi altro tipo di infezione alle vie
respiratorie verrà soppresso immediatamente, per il semplice fatto che
in una perrera non abbiamo le risorse necessarie per pagare
trattamenti che arrivano a 150 euro.
E adesso qualcosa a riguardo l´eutanasia, per chi non avesse mai visto
come un animale perfettamente sano viene soppresso: prima di tutto
viene tirato fuori dalla gabbia con una cinghia. I cani pensano sempre
di andare a fare una passeggiata, escono contenti dalla gabbia,
muovono la coda...fino a che non arrivano alla "stanza" e lì tutti
frenano bruscamente. Devono fiutare o captare la morte o sentire le
anime tristi che sono rimaste lì. È strano, ma succede a tutti, a
ognuno di loro.
Il tuo cane/gatto si troverà davanti a uno o due veterinari, a seconda
della sua grandezza e da quanto è nervoso. Successivamente uno
specialista nella somministrazione dell´eutanasia o un veterinario
inizierà il processo: troveranno una vena nella zampa anteriore e
verrà iniettata una dose di "sostanza rosa". Speriamo che il tuo
cane/gatto non si spaventi nell´essere bloccato. Ho visto alcuni
animali strapparsi gli aghi e morire coperti di sangue, assordati
dagli ululati e dalle grida.
Non tutti "dormono" immediatamente. A volte hanno delle convulsioni,
soffocano e infine rilasciano i liquidi.
Quando tutto è finito, il cadavere del tuo cane/gatto verrà
ammucchiato come la legna in un grande congelatore con tutti gli altri
animali e lì attenderà di essere raccolto come avviene con la
spazzatura.
Che succede dopo? Verrà incenerito? Verrà portato in discarica? Verrà
trasformato in cibo per cani? Non lo saprai mai, ma forse nemmeno te
lo domanderai. Infondo era solo un animale. Potrai sempre comprarne un
altro. No?

Spero che se avete letto fin qui gli occhi vi si siano riempiti di
lacrime e che non possiate togliervi dalla mente le immagini che
occupano la mia ogni giorno quando torno a casa.
Odio il mio lavoro, odio il fatto che esista e odio sapere che
esisterà sempre a meno che voi, la gente, non cambiate e non vi
rendiate conto che le vite che danneggiate sono molte di più di quelle
che lasciate in perrera.
Ogni giorno nelle perreras muoiono tra i 9 e gli 11 milioni di animali
e tu sei l´unico che può fermare tutto questo. Io faccio tutto quanto
in mio potere per salvare più vite possibili, ma i rifugi (le
protectoras) sono sempre pieni e ogni giorno ci sono più animali che
entrano di quelli che escono.
Voglio solo puntualizzare questo: non allevare o acquistare animali
mentre dei loro simili muoiono nelle perreras.
Odiami se vuoi. La verità fa male e la realtà è quel che è.
Spero solo che con questa lettera qualcuno abbia cambiato idea in
fatto di allevamento, di abbandonare il proprio cane/gatto in una
perrera o di comprarne uno.
Magari qualcuno arriverà al lavoro dicendomi: "ho letto la tua lettera
e vorrei adottare un cane".
Ne varrebbe la pena.

In molti commenti che leggo in eventi riguardanti cani abbandonati
noto la disinformazione della gente riguardo le perreras: pensano che
siano posti dove i cani vivono, dove sono felici e da dove escono con
una facile adozione dopo una breve permanenza.
Signori, nelle perreras spagnole (e in quelle di qualsiasi altro
paese) i cani muoiono, vengono soppressi o si ammalano e muoiono da
soli, agonizzando.

Ad attenuare tutto questo ci sono le protectoras, che non cadono dal
cielo (sebbene siano piene di angeli) e che cercano di fare il
possibile per cercare case a questi animali. Accolgono quanti più cani
e gatti è in loro potere, affinchè essi abbiano qualche possibilità,
li tirano fuori dalle perreras o prendono tempo per non farli
sopprimere.
E in cambio cosa ottengono? Sovvenzioni? Locali o strutture? NIENTE.
(Soprav)vivono del denaro che loro stessi apportano alla protectora,
di quello che i pochi soci vogliono donare e di poco altro. E non
hanno nessuna agevolazione.
Quando la gente viene a sapere che lavori con un´associazione o che
aiuti animali, invece di collaborare l´unica cosa che fa è portarti
sempre più animali: "il mio cane ha appena partorito"... "ho trovato
questi cuccioli in una scatola"... "Di fronte al mio portone c´è un cane
abbandonato che gironzola"...
Siamo il migliore sollievo per la coscienza che non intende sporcarsi.
La gente lascia il cane nelle protectoras o in una pensione, senza poi
riportarlo a casa, perché tutti sanno di aver a che fare con brave
persone che non volteranno mai le spalle al cane che loro stessi hanno
abbandonato.
Mi permetto di aggiungere che in alcune perreras spagnole l´eutanasia
non è semplicemente un´iniezione che mette fine a tutto. Alcuni
"veterinari" che lavorano nelle perreras trovano altri metodi di
soppressione, più dolorosi e spregevoli, ma certamente più economici e
redditizi. E al prezzo di un´iniezione i cani vengono cremati o
gassati vivi.

Questo è il paese in cui viviamo. Del resto non possiamo aspettarci
molto di più da un paese la cui festa nazionale consiste nel torturare
un animale fino alla morte, mentre centinaia di sadici che hanno
pagato l´entrata urlano godendosi lo spettacolo.

Lettera da una persona che lavora in perrera