« Vai all'archivio

Un'estate "bollente" anche per abbandoni e randagismo...

...ma il fenomeno non è più solo estivo
Inserito da Antonella il 22.07.2010
Un'estate "bollente" anche per abbandoni e randagismo... - ...ma il fenomeno non è più solo estivo

 

In questi giorni di caldo infuocato un tema altrettanto scottante sale alla ribalta e occupa spazio nelle testate giornalistiche e nei telegiornali: l'abbandono di animali e il randagismo.

In Italia I dati ufficiali parlano di un totale di 590 mila randagi, di cui solo 150.000 circa ospitati in canili. Altre fonti valutano che queste cifre siano sottostimate, che il numero di randagi in Italia si aggiri intorno al milione di esemplari e che ogni anno vengano abbandonati altri 45mila cani. La situazione più critica al Centro Sud (Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo, Molise, Puglia Sicilia e Sardegna) dove il fenomeno è fuori controllo grazie ad amministrazioni conniventi che fanno diventare il randagismo ed annessi un business: randagi = finanziamenti contro il randagismo che vengono intascati ed usati per altri scopi o consegnati pari pari a gestori di canili senza scrupoli che tutto hanno a cuore tranne il benessere dei cani.

In Veneto, il fenomeno del randagismo nel suo significato più stretto, ovvero quello degli animali vaganti sul territorio è fortunatamente meno grave. Un cane che scorrazza da solo per le strada viene normalmente identificato e tradotto nei siti appositi quali canili sanitari (dove presenti) o canili  convenzionati.

Ciò non significa che la situazione nella nostra regione sia rosea. 

Decine sono le richieste mensili che arrivano alle associazioni come la nostra.  Persone che vogliono sbarazzarsi del proprio cane per vari ma per lo più futili motivi, dall'improvvisa allergia al pelo di animale al cambio di casa. In estate i motivi diventano anche più fantasiosi e naturalmente il numero di abbandoni aumenta causa l'incombere del periodo vacanziero. Di ieri la notizia che due meticci nella provincia di Treviso sono stati chiusi dentro ad una borsa di plastica e gettati dentro ad un cassonetto vivi.... Per fortuna dei passanti hanno sentito i guaiti e gli animali sono stati salvati. I responsabili di questo atto vile,  ricordiamo perseguibile per legge come reato, in questo momento se la staranno spassando, senza rimorso alcuno, in qualche assolata spiaggia pensando di aver risolto il problema...a chi leggendo queste righe pensa che "tanto si trattava solo di cani"  preme sottolineare che un cane è un essere senziente che prova gioia e dolore, esattamente come le persone e che chi incrudelisce contro gli animali è un potenziale serial killer, come dimostrato da molti studi e ricerche.

Per non parlare dell'argomento canili che pure nel nostro territorio, nonostante all'apparenza la situazione sia migliore che in altre realtà del centro e del sud Italia, tocca corde e situazioni molto pericolose e sensibili. Situazioni che non si diversificano da quelle che quasi quotidianamente il programma tv "striscia la notizia" ha cominciato a portare allo scoperto.

Auspicabile una svolta radicale ma perché sia possibile si deve comprendere che l'animale non è un oggetto, un cellulare che buttiamo quando non è più di moda o qualcosa di cui disfarsi quando siamo stanchi. Siamo di fronte ad un essere senziente con esigenze e necessità. Ci sono delle leggi che lo tutelano e queste leggi vanno applicate e rispettate.

In primis bisogna sensibilizzare le persone e far comprendere che il microchip non è un optional ma è Obbligatorio.  Di conseguenza le istituzioni devono impegnarsi a far rispettare questa norma.

In Veneto il chip è ancora considerato una seccatura perché obbliga il proprietario del cane a rispondere dei danni eventualmente causati dall'animale per cui, talvolta, anche nelle città dove la cultura animalista è più diffusa, è possibile trovare un cane sprovvisto di identificativo ma il problema è maggiormente diffuso nelle campagne dove solitamente gli animali non sono iscritti all'anagrafe canina. Un esempio lampante le ultime vaccinazioni obbligatorie antirabbica nella provincia di Treviso che hanno portato come risultato positivo l'iscrizione all'anagrafe canina regionale di ben 3.500 animali non ancora iscritti (più di un terzo dei vaccinati).

L'osservanza delle leggi diminuirebbe sensibilmente il numero degli abbandoni e conseguentemente le presenze dei cani nei canili.

Per combattere efficacemente il problema del randagismo bisogna sfruttare al meglio un mezzo che viene considerato a torto come una violenza nei confronti degli animali: LA STERILIZZAZIONE.

Sterilizzare significa, al contrario di quanto può sembrare, rispettare la vita e gli animali. Significa dare una possibilità di adozione ai molti cani, cuccioli e non, ospitati nei canili, significa NON far nascere randagi sul territorio e significa, ancora, meno cani  affidati da privati incompetenti che non si preoccupano di come e a chi affidano i cuccioli con l'unico intento di liberarsi di un peso. Il 90% di questi  piccoli sfortunati finirà probabilmente in una gabbia di canile e solo qualcuno verrà consegnato ad un'associazione al fine di trovargli una nuova e definitiva adozione.

Sterilizzare significa dare una possibilità di vita a coloro che sono già nati, altrimenti il loro futuro sarebbe quasi certamente la morte dietro le sbarre per l'unica colpa di essere nati.

Consigliamo a tutti di toccare con mano la situazione nei nostri canili facendo una passeggiata al loro interno e dando uno sguardo a come vivono questi poveri animali. Incrociando i loro occhi non si potrà fare a meno di leggervi la sofferenza e il bisogno...non si potrà uscirne con la coscienza pulita.

Un'estate "bollente" anche per abbandoni e randagismo...