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La malasanità? Esiste anche per gli animali.

attenzione a chi affidate in cura il vostro piccolo.
Inserito da Antonella il 15.05.2010

ARTICOLO USCITO SULLA GAZZETTA DI PARMA - MALASANITA NEL MONDO ANIMALE A PARMA. ATTENZIONE A CHI AFFIDATE IN CURA IL VOSTRO PICCOLO

«La malasanità? Esiste anche per gli animali»
Caterina Zanirato
La malasanità esiste anche nel mondo degli animali. Anzi, in un settore quasi completamente in mano ai privati e poco regolamentato, trovare chi fa «il furbo» ai danni degli animali da compagnia, sempre più diffusi e curati dai propri padroni, non è poi così raro.
Cure costose
senza guarigione
 Sono stati vari i casi, infatti, segnalati dagli stessi padroni di cuccioli, che si sono trovati davanti a cliniche veterinarie che continuavano a proporre cure costosissime senza riuscire ad effettuare diagnosi corrette, con la conseguenza di una spesa ingente e nessuna guarigione per le bestiole, che spesso sono andate incontro alla morte.
Un caso emblematico
 L'ultimo caso è stato segnalato da M.V., una parmigiana che ha adottato un cagnolino meticcio in canile, regalandogli una famiglia dopo tanti anni di sofferenze.
«Vorrei raccontare i fatti - racconta la donna in una lettera - qualche tempo fa ho adottato la mia bestiola da un canile in Parma, dopo tanti anni di gabbia finalmente aveva trovato una casa che lo scaldasse ed una famiglia che lo amasse. Purtroppo, entro breve tempo, ha iniziato a manifestare difficoltà a fare la pipì e mi sono affidata alle cure di una clinica in città, molto conosciuta. Il cane è stato ricoverato per accertamenti. Mi sono fidata delle loro competenze per molti giorni, fin quando ho visto il mio cane iniziare a peggiorare: dimagriva vistosamente, era molto stressato, non era più lui. Inizialmente l’ho imputato alla nostalgia di casa, ma era evidente che c'era qualcosa sotto. Ho continuato a chiedere spiegazioni ai veterinari i quali non sono riusciti ad emettere una diagnosi per 15 lunghi giorni, solo sospetti che meritavano, a detta loro, accertamenti. Quando ho perso la fiducia mi sono trovata con un lungo conto da pagare (anche se per il mio piccolo avrei speso 3 volte tanto) e null'altro in mano, solo il mio povero cane moribondo».
La donna però non si è data per vinta. Nonostante il cane fosse ormai in agonia, l’ha portato da un altro veterinario di Parma: «Ho trovato fortunatamente un veterinario disponibile a gestire il caso devo dire con massima correttezza ed etica professionale - continua M.V. -. Ha impiegato 8 minuti del suo tempo per emettere una diagnosi di certezza senza neppure valutare le carte emesse dai colleghi. Un banalissimo esame delle urine, finora non fatto, ha dimostrato la presenza di un cancro in vescica. Ora purtroppo lui non c'è più, è morto di stenti da li a poche ore. Ma se questo esame l’avessero fatto per tempo avrebbe potuto sopravvivere. Ora mi chiedo: come è possibile tanta approssimazione nel definire con esattezza la causa di una malattia? Devo pensare che il mio amato cane si sia trovato in una situazione di malasanità o in mano a lucratori disposti a sacrificare il benessere del mio cane per il loro guadagno? Vorrei che la mia esperienza servisse a chi si trova in una situazione come la mia, magari un’altra opinione può aiutare a chiarire meglio i fatti, e a far sentire in colpa chi, ammesso ne abbia, ha tardato le cure al mio cane nell’interesse unico del suo portafoglio».

La malasanità? Esiste anche per gli animali.