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Sentenza della Corte di Cassazione

a rischio multa il padrone che trascura il proprio cane
Inserito da antonella il 03.08.2011
Sentenza della Corte di Cassazione - a rischio multa il padrone che trascura il proprio cane

E' a rischio multa il padrone che trascura il proprio cane. E' quanto ha
deciso la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con
la sentenza 13 maggio 2011, n. 18892 con la quale si afferma che non solo
l'abbandono, in sè per sè considerato, deve essere
punito, ma anche l'indifferenza mostrata verso il migliore amico dell'uomo
può integrare gli estremi del reato.

Secondo il giudice nomofilattico, "tale indifferenza, in controtendenza con
l'accresciuto senso di rispetto verso l'animale in genere è
avvertita nella coscienza sodale come una ulteriore manifestazione della
condotta di abbandono che va dunque interpretato in
senso ampio e non in senso rigidamente letterale come pretende il
ricorrente, in ossequio al significato etimologico del termine".

Del resto, come specificato dai giudici di legittimità, il concetto
penalistico di abbandono è ripreso anche dall'art. 591 c.p. in tema di
abbandono di persone incapaci. E anche in tali casi per abbandono si intende
non solo il mero distacco, ma anche l'omesso
adempimento, da parte dell'agente, dei propri doveri di custodia e cura e la
consapevolezza di lasciare il soggetto passivo in una
situazione di incapacità di provvedere a sé stesso.

Ciò precisato, anche nell'ipotesi dell'abbandono di animali (art. 727, primo
comma, c.p.) viene delineata in modo non dissimile la
nozione di "abbandono" da intendersi, quindi, non solo come precisa volontà
di abbandonare (o lasciare) definitivamente l'animale,
ma di non prendersene più cura, ben consapevole della incapacità
dell'animale di non poter più provvedere a sé stesso come
quando era affidato alle cure del proprio padrone.

Il concetto della trascuratezza, intesa come vera e propria indifferenza
verso l'altrui sorte, evoca quindi l'elemento della colpa che, al
pari del dolo, rientra tra gli elementi costitutivi del reato contestato.

(Altalex, 31 maggio 2011. Nota di Simone Marani. Cfr nota su Altalex Mese -
Schede di Giurisprudenza)

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